Al momento stai visualizzando Come una carta Pokémon può pagarti l’università

Come una carta Pokémon può pagarti l’università

Un pezzo della nostra infanzia trasformato in un possibile investimento, un Pikachu o un Charizard come metodo di pagamento. Dal fattore nostalgia al fattore economico: come una semplice carta Pokémon può riportarci al passato ed essere allo stesso tempo una fonte di guadagno. Chi l’avrebbe detto che un qualcosa che ritenevamo un gioco da bambini potesse evolversi in un business vero e proprio? Dalla fine degli anni ’90 ad oggi il fenomeno Pokémon non ha mai smesso di crescere, e insieme è cresciuto anche il prezzo dei nostri ricordi. Una carta scambiata con un compagno di classe ora è sottoposta al giudizio e alla gradazione, sperando che quel Mew trovato in cantina sia di grado 10.

Cosa rende preziosa una carta Pokémon?

Il valore di ogni carta dipende dalla sua rarità, dalle sue condizioni e dalla sua popolarità: persone spenderebbero cifre assurde per un Charizard di prima edizione. Un minimo graffio potrebbe cambiarne il giudizio, o al contrario, una carta stampata male potrebbe valere più di una fatta a regola d’arte. Qui parliamo dei famosi misprint: un difetto di fabbrica avvenuto negli anni ’90 al giorno d’oggi può rendere la carta un pezzo unico. Possiamo parlare anche del fenomeno dei sealed, ovvero la compravendita di bustine e box intatte – mai aperte. Un intero box degli anni ’90 intatto e mai aperto può raggiungere cifre altissime.

Tra le carte più costose troviamo:

  • Pikachu (PSA 10) dal valore di 16,49 milioni di $
  • Trophy Pikachu Bronze “No.3 Trainer” (PSA 10) dal valore di 1,77 milioni di $
  • Charizard 1° Edizione “box break” dal valore di 954.800 $
  • Pikachu Illustrator (CGC 9.5) dal valore di 672.000 $

Nostalgia o solo hype?

Quando vediamo un influencer ostentare una carta Pokémon come se fosse un pezzo d’esposizione, capiamo la linea sottile tra nostalgia e puro hype: l’iniziale ricordo affettivo si ferma davanti a visualizzazioni e profitto. Un chiaro esempio è Logan Paul, che nel 2022 si è presentato sul ring di WrestleMania con una collana al collo che mostrava un Pikachu PSA 10, mentre nelle sue dirette apriva bustine dal valore di migliaia di dollari.

Scalper: il lato oscuro del collezionismo

La conseguenza naturale dell’hype è l’arrivo degli scalper: persone che comprano in blocco qualsiasi tipo di confezione disponibile in negozio o in edicola e rivendendo il tutto a cifre assurde, togliendo la possibilità a veri appassionati di trovare anche una sola bustina per puro divertimento. È così che i nostri ricordi diventano merce di consumo, una singola carta Pokémon diventa un bene di lusso.

Il caso “Moonbreon” al Comicon

Un caso emblematico è quello successo al Comicon di Napoli, dove è stata rubata una carta Pokémon dal valore di migliaia di euro: un Umbreon VMAX Alt Art (rinominato Moonbreon per via dell’illustrazione con la luna), approfittando della folla di persone il pezzo è stato sottratto dalla teca espositiva. La vicenda si è conclusa, per fortuna, con un lieto fine: la carta è stata ritrovata. Questo però ci dimostra ancora di più come una carta Pokémon è ormai paragonata ad un pezzo pregiato, che deve essere protetto.

Umbreon VMAX

Tra aste milionarie, furti e scalper, cosa resta dei nostri ricordi? Questo business continuerà a crescere? Solo il tempo può dircelo.

Per ora, il nostro consiglio è semplice: prima di pensare alle tasse universitarie, fate un giro in cantina o in qualche fiera, potreste trovare il Pikachu che serve per pagare i vostri studi!

Questo articolo ha 6 commenti

  1. Alessia

    Bellissimo articolo complimenti Angela!!

  2. Paola

    bellissimo articolooo, bravissima angela❤️❤️

  3. Teresa

    Tematica molto interessante. Hai raccontato in modo semplice come una passione nata come gioco possa trasformarsi in un vero e proprio fenomeno economico e culturale. Molto belli anche i riferimenti alla nostalgia e al lato più “oscuro” del collezionismo

  4. Teresa

    complimentoni per questo bellissimo articolo

  5. Antonio

    Bellissimo articolo, mi è piaciuto molto il riferimento al recente scandalo del Comicon di Napoli. Chissà quante persone sono ricche e non lo sanno.

  6. Katia

    Bellissimo articolo, non banale ma chiarissimo nel mostrare un aspetto amaro del collezionismo: la facilità con cui anche le passioni d’infanzia finiscono per essere monetizzate!

Lascia un commento