Donald Trump colpisce ancora e questa volta il suo bersaglio sono gli avvocati inglesi che hanno avuto un ruolo centrale nel mandato di arresto contro Netanyahu e l’ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant. Secondo il Financial Times, il ministero degli Esteri britannico ha avvisato i funzionari che hanno collaborato con la Corte Penale Internazionale dei rischi che attualmente corrono in suolo statunitense: tra questi vi è Amal Clooney, specializzata in diritto internazionale e diritti umani, che probabilmente dovrà dire addio alla California, dove attualmente vive con il marito George e i figli. Nel frattempo, il sogno americano si trasforma sempre più in un incubo.
Trump su Amal Clooney: le dure sanzioni
Sembra che Trump non si sia risparmiato: infatti le sanzioni comprenderebbero anche il congelamento dei beni e dei conti bancari negli USA e il divieto di entrare nel paese (Amal Clooney preparati alla tempesta).. Nel febbraio scorso, il presidente americano aveva imposto delle sanzioni contro Khan, procuratore capo della CPI, minacciando già allora ulteriori misure drastiche nei confronti di chi ha svolto semplicemente il proprio lavoro: cosa si può pretendere da chi di diritti umani non ne capisce proprio niente?
La difesa dei diritti umani al primo posto
Amal Clooney è nota per il suo impegno a sostegno dei diritti umani e per la passione che mette nel suo lavoro, svolto sempre ”dietro le quinte”: nonostante ciò, l’avvocatessa ha dichiarato alla BBC di non disdegnare le apparizioni in pubblico se queste possono potenziare gli sforzi e le azioni a difesa dei propri clienti.
La condanna alle atrocità subite da civili e bambini in Israele e in Palestina
Nel maggio 2024, Amal Clooney scrisse sul sito ufficiale della Clooney Foundation for Justice il motivo che l’aveva indotta a partecipare al mandato di arresto contro Netanyahu: la necessità di proteggere le vite dei civili e rendere giustizia alle vittime, un concetto sicuramente estraneo a Donald Trump. Il cui unico pensiero è, al massimo, proteggere il suo compagno d’armi israeliano.


