«Non dimenticate mai che sarà sufficiente una crisi politica, economica o religiosa perché i diritti delle donne siano rimessi in discussione. Questi diritti non sono mai acquisiti» così scriveva Simone De Beauvoir.
La tutela all’aborto sicuro è un tema contraddittorio
Anticipataria sui tempi e profetica sulle manifestazioni globali per i diritti delle donne degli anni ‘60 e ‘70, De Beauvoir mette in luce un aspetto che non dovremmo mai dimenticare dei diritti femminili: possono essere sempre reversibili. Così, il 2024 è stato un anno contraddittorio per i diritti delle donne e la tutela all’aborto sicuro. Infatti, mentre in Francia lo scorso Marzo l’aborto è entrato a far parte dei diritti garantiti nella Costituzione, in molti paesi questo continua ad essere minacciato.
Le donne polacche, dopo che la sentenza della Corte Costituzionale del 2020 ha reso l’aborto praticamente illegale, non hanno mai smesso di far sentire la propria voce rischiando anche la galera. Nel 2024 il tema è ritornato nel dibattito pubblico: è stata infatti bloccata dal governo la depenalizzazione dell’aborto, portata avanti dal primo ministro Donald Tusk. Gli scioperi sono dunque proseguiti lungo tutto il 2024, richiamando lo storico movimento Czarny Protest del 2016, grande momento di unità del femminismo polacco.
Ancora, nel 2021 Justyna Wydrzyńska viene condannata dopo essere stata riconosciuta colpevole di aver fornito pillole abortive a una donna. A suo favore, decine di manifestazioni ed il sostegno di Amnesty International, mostrando ancora una volta che il divieto di abortire non ferma l’aborto, ma solo la possibilità di effettuarlo in sicurezza e in salute.

Your body, my choice
Negli Stati Uniti, dopo la storica sentenza Roe v. Wade del 1973, che aveva legalizzato l’aborto a livello federale, nel 2022 la Corte Suprema ha annullato tale decisione con la sentenza Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization, restituendo ai singoli stati la possibilità di legiferare sull’aborto, con restrizioni negli Stati del Sud e del Midwest.
Le strade di decine di città si sono riempite delle nuove eredi del movimento degli anni ‘60 National Association for the Repeal of Abortion Laws (NARAL) si scontrano nelle piazze con i sostenitori del “Your body, my choice”, i trumpiani tradizionalisti che hanno gioito pubblicamente delle nuove restrizioni imposte. Dal caso americano impariamo che il sistema patriarcale è imbevuto della mentalità di controllo e di dominio sul corpo altrui, trovando sfogo in atti misandrici e xenofobi. Le lotte storiche hanno conquistato diritti, quelle presenti e future si impegnano a tutelarli. Niente deve essere dato per scontato: dalla Polonia agli Stati Uniti, fino all’Iran e all’Italia, i diritti vanno conquistati ogni giorno, perché la storia ci dimostra che l’odio verso le donne non si è mai arrestato.



